Salve a tutti,
oggi vorrei parlarvi di un fumetto che mi sta molto a cuore: Mafalda, il fumetto a strisce creato dalla penna di Quino, il famoso fumettista argentino, nel lontano 1964, che rappresenta l'emblema degli anni '60 ma che desta ancora oggi un accentuato interesse nei lettori di tutto il mondo. Fino a poco tempo fa non conoscevo bene questo fumetto, l'ho "scoperto" in occasione della mia tesi di laurea. Essendo appassionata di fumetti, ho voluto fare la tesi su questo argomento, e siccome cercavo un fumetto in spagnolo, dopo varie ricerche mi sono imbattuta in Mafalda, e sono rimasta impressionata da questa impertinente bambina di 6-7 anni, dai dubbi di un'adulta. Così ho comprato tutti gli "albi" e ho compiuto un vero e proprio viaggio negli anni '60, gli anni del grande boom economico, della contestazione giovanile, gli anni delle grandi sconfitte della libertà, come la costruzione del muro di Berlino nel '61, assassinio di Kennedy e Martin Luther King, promotori dei principi democratici e anti-razzisti la guerra in Vietnam, la guerra fredda e così via, scoprendo che non proprio tutto è cambiato: gli individui sono afflitti dai medesimi dubbi, le medesime preoccupazioni nonostante il contesto sia profondamente mutato.
Nonostante l'apparente semplicità dei disegni, Mafalda è un fumetto satirico-umoristico che compie una disamina della realtà degli anni '60 e del mondo contemporaneo in generale, valida ancora oggi. Non è un fumetto per bambini come pensavo che fosse fino a qualche anno fa. Purtroppo qui in Italia si ha una concezione del fumetto come un prodotto essenzialmente per l'infanzia, ma, come i lettori di fumetti sanno, non è così!
La cosa che più mi ha colpito è la metafora della SOPA, la zuppa che la madre di Mafalda Raquel propina di continuo alla figlia. La sopa l’acerrimo nemico della nostra
Contestataria, così la definì Umberto Eco nella prima raccolta italiana del '69, considerata come la piaga dell’infanzia di ogni bambino, una
brutta parola che nessuno dovrebbe mai pronunciare.
Nonostante la sua apparente mancanza di connotazione, la pietanza nasconde un accentuato substrato ideologico - politico, celato dal nostro autore, a causa della censura, da sempre imperante nel subcontinente americano.
La minestra di Mafalda è una metafora di tutto ciò che si vuole imporre con la forza, delle cose alle quali vuole costringerci il potere, di ciò che viene imposto a un bambino, a un cittadino, a un popolo, privandolo della propria libertà di scelta, il libero arbitrio, la caratteristica essenziale dell’essere umano.
Con questo piatto tanto odiato dai bambini, Quino vuole simboleggiare in particolare l’autoritarismo militare che l’America Latina ha dovuto sopportare per tanti anni, nel corso della sua tormentata storia. La privazione della libertà di parola, di pensiero e di orientamento sessuale e religioso rendono l’uomo annichilito, umiliato e schiacciato dalla stessa società in cui vive, che dovrebbe rappresentarlo, ma che invece lo priva della sua stessa essenza.Si può considerare la sopa come il fulcro dell’umorismo quiniano, l’allegoria che riunisce in sé l’essenza delle varie strisce di Mafalda che si scagliano proprio contro questo mondo corrotto e pieno di violenza, cattivo e insapore proprio come la minestra e che le dittature militari esprimono appieno.
Nonostante la sua apparente mancanza di connotazione, la pietanza nasconde un accentuato substrato ideologico - politico, celato dal nostro autore, a causa della censura, da sempre imperante nel subcontinente americano.
La minestra di Mafalda è una metafora di tutto ciò che si vuole imporre con la forza, delle cose alle quali vuole costringerci il potere, di ciò che viene imposto a un bambino, a un cittadino, a un popolo, privandolo della propria libertà di scelta, il libero arbitrio, la caratteristica essenziale dell’essere umano.
Con questo piatto tanto odiato dai bambini, Quino vuole simboleggiare in particolare l’autoritarismo militare che l’America Latina ha dovuto sopportare per tanti anni, nel corso della sua tormentata storia. La privazione della libertà di parola, di pensiero e di orientamento sessuale e religioso rendono l’uomo annichilito, umiliato e schiacciato dalla stessa società in cui vive, che dovrebbe rappresentarlo, ma che invece lo priva della sua stessa essenza.Si può considerare la sopa come il fulcro dell’umorismo quiniano, l’allegoria che riunisce in sé l’essenza delle varie strisce di Mafalda che si scagliano proprio contro questo mondo corrotto e pieno di violenza, cattivo e insapore proprio come la minestra e che le dittature militari esprimono appieno.
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| -"Che gusto ha? - Di polvere! Fa riferimento ai regimi dittatoriali che si impongono con la forza". |
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| "...l'ho finita! Come ti sto educando male, mamma! come ti sto educando male!" |
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| - "Che pranzo delizioso hai preparato mammina? -Minestra -Non si dicono parolacce a tavola! - Minestra non è una parolaccia! - Neppure le parolacce si dicono a tavola!" |
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| "Le sembrerà triste Raquel, ma in momenti come questo "mamma" è solo un suo pseudonimo" |







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