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giovedì 28 febbraio 2013

Quattro libri e un mondo


Joseph Fiennes in "Shakespeare in love" film del 1999 sulla vita del famoso drammaturgo.

Ciao a tutti ecco finalmente il primo post del mio blog, spero di non essere troppo noiosa, purtroppo non scrivo spesso e sicuramente sarà un po' impacciato il mio modo di scrivere. Inauguro questo mio nuovo blog parlandovi del famoso drammaturgo inglese William Shakespeare (1564-1616), uno dei padri della letteratura inglese, quale modo migliore per cominciare un blog sui libri?
Studio la letteratura inglese da decenni ormai, ma solo negli ultimi anni mi sono avvicinata al mondo del teatro Shakespeariano e ne sono rimasta davvero affascinata. Sentirne parlare è un discorso, ma leggere integramente le sue opere è davvero una meravigliosa esperienza, che un amante della lettura non può assolutamente lasciarsi sfuggire. Aprire un libro di Shakespeare è come catapultarsi in un mondo meraviglioso, popolato da grandi eroine, che per la prima volta divengono protagoniste di un'opera letteraria: Portia, Lady Macbeth, Giulietta, Desdemona... delle figure emblematiche che hanno il compito di risolvere le trame delle opere. L'innovazione di Shakespeare non è riscontrabile tanto nelle trame, nelle tematiche trattate, le quali spesso sono tratte dalla mitologia greca e latina (primo fra tutti il mito di Piramo e Tisbe al quale si richiama la sua opera più rappresentativa: Romeo and Juliet), dalla storia, e dalla fervida immaginazione dell'autore. Per tale ragione, spesso lo definisco, come il più grande "copione" della storia letteraria inglese, non lo dico in senso dispregiativo, perché sa "copiare" in modo sublime: riesce a rendere unico, con il suo linguaggio innovativo (fatto di metafore, neologismi, puns= parole che creano doppi sensi, assonanze e allitterazioni) e la sua poeticità, un tema già analizzato in passato, mettendo insieme miti, ambientazioni completamente diverse (Il mito di Piramo e Tisbe, ambientato nella Verona-Mantova del '500. Piuttosto, ciò che è davvero innovativo, è la trattazione dei personaggi, dotati di una profonda interiorità, analizzati in modo assolutamente moderno dall'autore. Il lettore si trova davanti alle visioni, ai ricordi, ai presentimenti dei personaggi, in particolare Macbeth che spesso comunica con il pubblico con i suoi numerosi "Aside" che sono pura interiorità. Fatta eccezione per alcune parole arcaiche e ricercate, sembra proprio di leggere un'opera contemporanea, ciò è dovuto anche all'immediatezza che solo il linguaggio teatrale riesce a trasmettere. 
Le opere di Shakespeare che ho avuto modo di leggere sono poche purtroppo, spero di recuperare presto questa mia mancanza:

1. Romeo and Juliet_ Tragedia_1594-96:
Nella bella Verona dove la scena è collocata, due famiglie di pari dignità piombano per rancori antichi in una nuova discordia che insozza le mani dei cittadini con il loro stesso sangue. Dai lombi fatali di questi nemici, trae vita una nuova coppia di sfortunati amanti, le cui sventure pietose con la morte, la faida dei loro genitori seppelliscono. 
[...] 
Amore è un fumo levato col fiato dei sospiri; purgato, è fuoco scintillante negli occhi degli amanti; turbato, un mare alimentato dalle loro lacrime. Che altro è esso? Una follia discreta quanto mai, fiele che strangola e dolcezza che sana. 
2. The Merchant of VeniceCommedia_ 1596-97; la parte più bella è il monologo dell'ebreo usuraio Shylock:
Mi ha disprezzato e deriso un milione di volte; ha riso delle mie perdite, ha disprezzato i miei guadagni e deriso la mia nazione, reso freddi i miei amici, infuocato i miei nemici. E qual è il motivo? Sono un ebreo. Ma un ebreo non ha occhi? Un ebreo non ha mani, organi, misure, sensi, affetti, passioni, non mangia lo stesso cibo, non viene ferito con le stesse armi, non è soggetto agli stessi disastri, non guarisce allo stesso modo, non sente caldo o freddo nelle stesse estati e inverni allo stesso modo di un cristiano? Se ci ferite noi non sanguiniamo? Se ci solleticate, noi non ridiamo? Se ci avvelenate noi non moriamo? E se ci fate un torto, non ci vendicheremo? Se noi siamo come voi in tutto vi assomiglieremo anche in questo. Se un ebreo fa un torto ad un cristiano, qual è la sua umiltà? Vendetta. La cattiveria che tu mi insegni io la metterò in pratica; e sarà duro ma eseguirò meglio le vostre istruzioni.

3. Othello_ Tragedia_1604:
E' colpa della luna: si accosta alla terra più del giusto e fa impazzire la gente.

4. Macbeth_ Tragedia_1606:
Sarebbe dovuta morire prima o poi. Ci sarebbe dovuto essere un tempo per usare questa parola domani, domani, domani, si insinua a piccoli passi giorno per giorno fino all'ultima sillaba del tempo prescritto; e tutti i nostri ieri hanno rischiarato a stupidi la strada a una morte polverosa. Consumati, consumati, corta candela! La vita è un'ombra che cammina, un povero attore che si agita e pavoneggia la sua ora sul palco e poi non se ne sa più niente. È un racconto narrato da un idiota, pieno di suoni e furore, significante niente. 

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