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martedì 14 maggio 2013

1984 di George Orwell


€ 9,50—Oscar Mondadori —Brossura —322 pagine (comprese note e appendice). 

   Oggi, dopo ben due mesi di amore e odio nei confronti di questo libro, ho finito  di leggerlo finalmente! Solitamente non impiego così tanto tempo per leggere un libro ma tra i vari impegni universitari (tra cui la laurea) e la pesantezza degli argomenti trattati dall'opera hanno prolungato i tempi della lettura. E' stata una lettura decisamente impegnativa che mi ha angosciato e fatto riflettere sul mondo, sulla politica, su tutto ciò che mi circonda, nonostante sia stato scritto nel lontano 1948 (e pubblicato nel 1949).

TRAMA E ANALISI
L'opera come tutti sapete è ambientata in un ipotetico 1984 a Londra, la capitale  dell'Oceania, uno stato totalitario e dittatoriale al cui vertice vi è un non meglio identificato Grande fratello un essere infallibile e onnisciente che nessuno ha mai incontrato di persona e che con il suo "volto dai baffi neri" spia nelle case degli individui attraverso dei maxi teleschermi che oltre ad inviare il segnale sono in grado di ricevere le immagini e i suoni del luogo in cui si trovano. BIG BROTHER IS WATCHING YOU recitano numerosi manifesti sparsi tra le strade della città impregnate dalla sua presenza rassicurante e opprimente al contempo. Il suo braccio destro è la PSICOPOLIZIA (Thought Police in inglese) che invia le sue pattuglie a spiare la gente dalle finestre e interviene al minimo sospetto. Chi veniva sorpreso a tramare contro il Partito o semplicemente era troppo scomodo veniva "vaporizzato", era come se non fosse mai esistito, la sua esistenza veniva cancellata da ogni documento, da ogni ricordo.
    Il mondo è diviso in tre immensi super-stati in perenne guerra tra loro: l'Oceania che «abbraccia le Americhe, le isole atlantiche ivi comprese le isole britanniche, l'Australasia e le regioni meridionali dell'Africa»; l'Eurasia che «comprende l'intera Europa settentrionale e i territori dell'Asia, dal Portogallo allo Stretto di Bering»; l'Estasia, «meno estesa delle altre due potenze [...] comprende la Cina e i paesi a sud di essa, le isole del Giappone e un'ampia seppur fluttuante della Manciuria, della Mongolia e del Tibet» [p.194]. In questo mondo la privacy è completamente abolita e gli individui hanno completamente perso il controllo dei loro stessi comportamenti e dei loro stessi pensieri. Il Partito che governa l'Oceania ha il controllo dei mezzi di comunicazione, della stampa, della lingua, infatti, uno degli scopi del partito è quello di creare a tavolino la cosiddetta NEO-LINGUA (NEWSPEAK in inglese) una lingua semplificata che doveva diventare lingua ufficiale dell'Oceania ed era stata messa a punto per le esigenze del SOCING (INGSOC in inglese), il socialismo inglese, l'ideologia dominante del Partito, basata su tre principi fondamentali:  


LA GUERRA È PACE 
LA LIBERTÀ È SCHIAVITÙ
L'IGNORANZA È FORZA

   Questa lingua è così limitata da non permettere agli individui di esprimere le proprie emozioni e i propri pensieri. Non avendo le parole per esprimere determinati concetti è come se non esistessero è questo lo scopo del Partito: eliminare ogni individualità e ogni spirito di indipendenza, tutto è assoggettato ad esso. «Era come se una qualche forza immensa vi schiacciasse, qualcosa che vi penetrava nel cranio e vi martellava il cervello, inculcandovi la paura di avere opinioni personali e quasi persuadendovi a negare l'evidenza di quanto vi trasmettevano i sensi. Un bel giorno il Partito avrebbe proclamato che due più due fa cinque, e voi avreste dovuto crederci» [p.85].
   In realtà non vi è nessuna legge scritta che vieti qualcosa e nulla apparentemente è proibito, o per lo meno nessuno se ne accorge, a parte i due protagonisti del romanzo Winston Smith e Julia, la donna di cui si innamora anch'essa dipendente del Partito, che sono consapevoli delle imposizioni del regime e tentano senza successo di opporsi ad esso è sono i soli ad avere un rantolo d'umanità in un mondo che ne è privo e tenta di distruggerla. Trovano rifugio, nei momenti liberi dal lavoro, nella bottega del Signor Charrington, un PROLET (i proletari, ossia la gente comune, meno soggetta ai controlli del Partito) che vende degli oggetti del passato come un diario che il protagonista decide di acquistare e che risvegliano la memoria di Winston e gli fanno riaffiorare il suo passato. Lo stesso nome Winston Smith è significativo: il cognome Smith è il cognome inglese più diffuso e questo manifesta la sua umanità, il suo legame con il passato che il Partito tenta di cancellare definitivamente. Winston lavora al Ministero della verità (Ministry of Truth in inglese) che ha il compito di alterare i ricordi e gli eventi storici del passato, persino la letteratura e la storia vengono modificate in funzione del Partito e Winston è testimone di tali alterazioni.



   Questa è un' illustrazione della società oceanica, una società gerarchizzata al cui vertice vi è l'Onnipotente Grande Fratello.
     Il romanzo si rifà alla tradizione satirica e utopistica inglese in particolare ai Viaggi di Gulliver di Swift e ai romanzi scientifici di H.G. Wells (La macchina del tempo, La guerra dei mondi) e a Il mondo nuovo di Huxley che fu insegnante dello stesso Orwell. Mescola quindi con maestria generi e stili differenti: è scritto in modo realistico con grande attenzione per i dettagli ma descrive un mondo ipotetico-utopico ed il suo obiettivo è di fare una satira contro i regimi totalitari, non solo quello Nazista ma anche quello comunista che si profilava all'orizzonte ai tempi di Orwell.
   Il tono del romanzo diventa sempre più violento, pessimistico e persino sadico nell'ultima parte dove Orwell descrive la cattura, l'imprigionamento e la tortura di Winston dalla Psicopolizia e la perdita della sua integrità, infatti alla fine del libro egli accetterà il fatto che « 2 + 2 = 5, solo perché è il partito a dirlo.

OPINIONI PERSONALI

   In generale posso dire di aver apprezzato l'opera soprattutto per ciò che vuole rappresentare e metaforizzare ossia il riferimento ai regimi totalitari che privano l'uomo della sua libertà, del suo modo di essere e lo rendono schiavo e in balia dello Stato, un luogo di oppressione e di conformismo. Dal punto di vista dell'intrattenimento però l'opera è difficile da digerire è molto complessa e pesante da leggere soprattutto quando tratta del fantomatico libro di Emmanuel Goldstein, TEORIA E PRASSI DEL COLLETTIVISMO OLIGARCHICO, (pp. 193-222) colui che è considerato il principale membro della resistenza contro il partito o l'appendice sulla NEOLINGUA, l'ho trovata molto pesante anche se è utile ai fini della comprensione del libro.
   Nonostante io abbia quasi odiato questo libro per la sua pesantezza ritengo però che quella che io chiamo  " la pesantezza del libro" in realtà è proprio quello che Orwell voleva che i lettori percepissero, per far in modo che questi ultimi fossero inseriti perfettamente nei regimi totalitari e sentissero lo stesso senso di "pesantezza", di oppressione e di sdegno che attanagliava Winston e chi come lui percepiva questo clima. Quindi nonostante ciò penso che l'opera meriti di essere letta almeno una volta nella vita per far in modo che tutto ciò che è avvenuto in questo ipotetico 1984 non avvenga mai e poi mai in nessun ipotetico futuro.

CITAZIONI

- "Guardando quella faccia senza occhi, quella mascella che si alzava e si abbassava rapidamente, Winston ebbe la curiosa sensazione che non si trattasse di un uomo ma di un fantoccio. A parlare non era il suo cervello ma la laringe". (p.58).
- "Contorto dall'odio stringeva in una mano l'impugnatura del microfono, mentre l'altra [...] fendeva l'aria con gesti minacciosi" (mi è sembrata la descrizione di Hitler!).
- "L'ortodossia imponeva la mancanza di autocoscienza" (p.59).
- "Gli omuncoli-scarafaggio che percorrevano lesti e scattanti gli intricati corridoi del Ministero" (p. 65).
- " L'ideale propagandato dal partito era qualcosa di immenso, di terribile di sfolgorante: un mondo di acciaio e di cemento armato, di macchine mostruose e armi terrificanti, un popolo di fanatici guerrieri che marciavano in perfetta unità di intenti, tutti pensando allo stesso modo e tutti urlanti i medesimi slogan, impegnati dall'alba al tramonto a lavorare, lottare, trionfare, reprimere...trecento milioni di persone con la stessa identica faccia. La realtà era fatta invece di città fatiscenti, squallide in cui uomini e donne malnutriti si trascinavano avanti e indietro nelle loro scarpe sfondate e vivevano in case del secolo prima" (p. 79).
- " La cosa terribile non era tanto il fatto che vi avrebbero uccisi se l'aveste pensata diversamente, ma che potevano aver ragione loro" (p.85).
- " Se vuoi un'immagine del futuro pensa ad uno stivale che calpesti un volto umano in eterno".






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