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mercoledì 15 maggio 2013

Vento dell'est: vento dell'Ovest di Pearl Sydenstricker Buck

221 pagine_ La Bibloteca di Repubblica_2003.

Ciao a tutti amici lettori,
anche se in realtà parlo più a me stessa che ai pochi se non nulli lettori del mio blog, ma in questo modo rivolgendomi ad un VOI riesco a non sentirmi una pazza che parla da sola. Dopo questa premessa inutile passo subito a trattare l'argomento del mio post.
Qualche settimana fa guardando la mia libreria polverosa piena di libri che aspettano da anni di essere letti, mi sono accorta di avere questo libro, del quale mi ero dimenticata da molto tempo. Era in allegato nel lontano 2003 con il quotidiano la Repubblica, in realtà l'aveva preso mio padre io nemmeno sapevo cosa trattasse. Ho visto su internet che era ambientato in Cina e data la mia passione per il mondo asiatico ho deciso di intraprendere questa lettura, inconsapevole della trama e di tutto il resto. Durante la lettura ho scoperto che in realtà era una raccolta di tre racconti, sono rimasta un po' delusa da questo perché mi aspettavo un romanzo, una storia più dettagliata e approfondita, dei personaggi maggiormente caratterizzati, ma non per questo posso dire di non averlo apprezzato, anzi è stata una lettura molto piacevole che ha aperto nuovi orizzonti conoscitivi e mi ha catapultato nel mondo cinese non ancora completamente assoggettato al mondo occidentale che non conoscevo molto bene. 
L'autrice Pearl Sydenstricker Buck conosciuta anche con il nome cinese Sai Zhenzhu nacque in Virginia nel 1892 era figlia e moglie di missionari presbiteriani che si trovavano in Cina, il padre Absalom Sydenstricker e la madre Caroline Stulting avevano un confortevole bungalow presso Chinkiang, una cittadina sul fiume YangTse ed erano più che benestanti. Trascorrerà la sua giovinezza in Cina spostandosi nel 1900 a Shangai dove visse fino ai 18 anni imparando la lingua cinese e alcuni dialetti oltre che molte leggende. Nel 1910 va a studiare a Lynchburg (Virginia) e poi in Inghilterra dove si laurea in letteratura inglese. Durante la prima guerra mondiale è di nuovo negli USA per motivi di studio e nel 1917 sposa John Lossang Buck, missionario e insegnante di agraria in Cina, dove  l'autrice ritorna felicemente da adulta. Comincia a scrivere racconti per l'Atlantic Magazine e insegna letteratura inglese all'Università di Nanchino fino al 1934 quando sarà costretta ad abbandonare a causa delle ritorsioni contro gli stranieri. I due divorzieranno nel 1935 dopo aver dato alla luce una figlia, Carol. Sarà proprio per fornire cure adeguate alla figlia che Pearl Comfort si dedicherà alla scrittura di numerosi libri. Al consolidamento del successo mondiale dell'autrice contribuirà il secondo marito della scrittrice Richard J. Walsh presidente della casa editrice John day Company che lei conosceva da anni e che sposa lo stesso giorno in cui divorzia dal Buck. Nel 1931 pubblica la Buona terra, il suo romanzo più famoso che le valse il premio Pulitzer nel '31 e la medaglia di riconoscimento dall'American Academy of Arts and Letters. Dal romanzo venne tratto l'omonimo film diretto da Sidney Franklin. Nel 1938 riceverà anche il premio Nobel per la letteratura. Morì nel 1973.


I racconti sono:
1. Vento dell'est: vento dell'ovest che da il titolo al libro ed è quello che ho apprezzato di più;
2. La prima moglie.
3. La vecchia madre.
Il primo libro parla della vita di Kwei-lang la quale si rivolge ad una non meglio specificata sorella raccontandole la propria vicenda, la quale probabilmente è l'autrice stessa oppure è un modo per rivolgersi direttamente al lettore, questo aspetto non viene chiarito nel corso del libro.
"Posso dire queste cose a te, sorella, come non potrei a una sorella vera. Che cosa capirebbe lei della mia stessa gente, dei lontani paesi dove per dodici anni visse mio marito? Neppure potrei parlare liberamente con una delle straniere che non conoscono il nostro popolo, né i costumi che abbiamo conservato sin dai tempi dell'antico Impero. Ma tu? Hai vissuto tra noi per tutti i tuoi anni. Appartieni, è vero, alle terre dove mio marito studiò sui libri occidentali; Ma non potrai non capire" così recita l'incipit del libro.
Kwei-lang è la tipica donna cinese con una fede salda nelle tradizioni della sua terra e dei suoi antenati: "I miei antenati mi avevano tracciato la via e io la seguivo secondo i loro insegnamenti", ma presto dovrà rivedere la sua ortodossia a causa del vento occidentale che aveva iniziato a soffiare nel grande Impero cinese che si stava modernizzando in quel periodo. Nella prima parte viene descritta la vita nella casa cinese tradizionale dove vive la protagonista: i cortili delle donne con i loro piedi fasciati e il viso pallido soffocato dalla cipria, i rituali sacri a cui la protagonista ha partecipato sin da bambina, le serate a lei proibite del padre con le sue concubine, la separazione dal fratello in tenera infanzia per la separazione sessuale totale che caratterizzava la Cina tradizionale.
Tutto questo mondo crolla non appena si sposa con un uomo a lei destinato dalla famiglia, un medico allevato in Occidente e progressista militante, che le mostra un mondo diverso da quello in cui lei ha vissuto fino a quel momento , un mondo che non considera più la donna una proprietà esclusiva del marito, ma con pari diritti e doveri. All'inizio la protagonista non accetta questo mondo e lo concepisce come assurdo e barbaro ma pian piano inizia ad accettarlo, senza però dimenticare alcune tradizioni del suo popolo millenario che non devono essere dimenticate. Questo cambiamento è simboleggiato dallo sbendaggio dei piedi resi artificialmente minuscoli da millenni in Cina, che si dimostra così doloroso che a volte la protagonista si rimette per qualche ora le fasce vecchie per provare un po' di sollievo, ma poi si abitua a non fasciarli, al punto che riesce a salire con più facilità i gradini della sua nuova casa arredata all'occidentale e simbolicamente entra a far parte del mondo della Cina "Occidentale". "A togliere le bende i piedi facevano male. Molto male: una vera tortura. Il processo distensivo si rivelò quasi altrettanto doloroso del rattrappimento col bendaggio stretto, perché poco a poco  il sangue riprendeva a circolare".
Il marito vestito all'occidentale inizialmente non dimostrava particolare interesse nei suoi confronti, non la degnava neppure di uno sguardo nonostante i suoi tentativi di abbellimento secondo i canoni di bellezza cinesi (scarpine minuscole ai piedi fiorate, sete colorate, viso incipriato e truccato pesantemente). Lei stupita dal suo comportamento ha iniziato a compiere una riflessione su se stessa e sul mondo che fino ad allora era stato il suo. Il marito quindi non l'ha costretta a compiere questo mutamento è stata proprio lei attraverso l'incontro-scontro con questo nuovo mondo a farla maturare questa scelta di mutamento. Così il marito quando le chiede di togliersi le bende dai piedi, inizia ad interessarsi a lei, comincia anche ad apprezzarne il coraggio e considerarla come la propria compagna. Quindi il primo racconto parla dell'accettazione pacifica ma non per questo facile da compiere, della cultura occidentale espressa anche dalla storia d'amore del fratello della protagonista che decide di rinunciare all'eredità del padre in quanto primogenito per amore verso una donna occidentale.
Gli altri due racconti manifestano invece una visione più cupa dell'incontro-scontro con il mondo Occidentale che spesso risultano essere due mondi inconciliabili. 
Il secondo racconto narra, tramite un narratore onnisciente, la storia di una giovane donna cinese rimasta orfana di entrambi i genitori che vive in casa dei suoi suoceri con i due figli avuti con il marito Yuan che è stato per sette anni in Occidente a studiare, arricchendo il proprio bagaglio culturale e anche quello delle relazioni sociali e amorose risultandone profondamente mutato al punto che i genitori stentano a riconoscerlo. Non vi dico altro, non voglio rovinarvi la lettura.
Il terzo racconto narra la storia di una tipica donna cinese anziana che vive in casa del figlio e della nuora che viene continuamente criticata dalla famiglia per i suoi comportamenti troppo tradizionali considerati bigotti e rozzi e folli.
Quest'autrice non è molto conosciuta in Italia, o per lo meno non l'avevo mai sentita nominare. Merita davvero più interesse da parte della critica soprattutto quella femminista e anche post-coloniale, per i temi trattati e il modo in cui vengono trattati. Quest'autrice in risulta essere geniale da questo punto di vista perché anticipa proprio il femminismo degli anni Sessanta, per il suo modo di analizzare la realtà dal punto di vista dell'ALTRO rispetto all'occidente ma anche rispetto al sesso maschile dominante. Le protagoniste sono quindi delle donne cinesi che hanno subito, come direbbero le femministe, un doppio processo di colonizzazione: dal mondo occidentale da un lato e dal mondo maschile dall'altro. Vi consiglio questa lettura se volete approcciarvi al mondo asiatico e scoprire le sue vecchie tradizioni o se volete approfondire l'incontro-scontro tra due culture differenti, ma non per questo totalmente inconciliabili. L'autrice è riuscita a far sentire ai propri lettori i profumi, i colori e le tradizioni di questa terra dalla storia millenaria pur non facendone pienamente parte! 
Buone letture! A presto.






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