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lunedì 4 marzo 2013

Dorama/Dramas

Da un paio di anni mi sono letteralmente fissata con i cosiddetti Drama-Dorama asiatici. Delle serie tv di argomento romantico taiwanesi, coreane, giapponesi ,spesso tratte dai manga o dagli anime o ideate appositamente. Le trame sono banali o troppo improbabili, ma ti coinvolgono e non riesci a smettere di vederli!   In genere vi è una ragazza sfigata e povera che incontra l'uomo della sua vita che inizialmente odia, ma dal quale poi si lascia conquistare. La donna però non è vista come subordinata all'uomo, spesso è una donna in carriera che aiuta a risolvere le vicissitudini che li coinvolgono, dimostrando tanta forza e buona volontà. Vi sono delle differenze tra i vari tipi di drama: quelli taiwanesi sono più sessualmente espliciti, l'amore descritto è un amore coinvolgente, più carnale anche se non sempre è così, alcuni di essi non sono fatti molto bene, contengono numerosi errori, al punto che a volte vi sono i registi che si vedono riflessi sullo specchio come accade in Itazura na kiss; quelli coreani, invece, fanno penare gli spettatori per poi ottenere un semplice bacio tra i due protagonisti, ma devo dire che sono di fattura migliore da tutti i punti di vista: la regia, la sceneggiatura, la scenografia, e soprattutto gli attori maschili *-* davvero notevoli! Quelli giapponesi sono anch'essi di ottima fattura, ma descrivono storie d'amore quasi platonico che sfociano al massimo in un bacio, oppure descrivono storie poco probabili.
Ecco la lista di Drama che ho visto più o meno in ordine di gradimento:
  • Hana yori dango : la versione giapponese questa volta mi è piaciuta di più; ma vi consiglio di vedere anche quella coreana (Boys before flowers), anche se l'attrice protagonista di quest'ultima non mi piacesse molto. Tratto dall'omonimo manga.
  • It started with a kiss e They kiss again: nonostante vi siano alcuni errori di regia, la versione taiwanesa è quella che mi è piaciuta di più, ma ho apprezzato anche la versione coreana (Playfull Kiss).  Tratto dal manga Itazura na kiss.
  • Hotaru no hikari: giapponese molto carina e comica.
  • Coffee prince: serie coreana molto carina con la mia attrice preferita: Yoon Eun-hye. E' la storia di una ragazza lavoratrice che diventa una grande barista.
  • The Vineyard Man: coreana, sempre con Yoon Eun-hye. Lei è una ragazza povera e lavoratrice con una grande passione per la moda. A causa delle condizioni economiche è costretta ad andare in campagna dal vecchio nonno per aiutarlo nel suo vigneto.
  • Kimi wa petto: giapponese, la versione coreana è un film You are my pet.
  • My fairy lady o Take Care of the Young Lady:coreana con Yoon Eun-hye.
  • Personal taste: coreana con il mio attore coreano preferito, Lee Min Ho *-*
  • Full house: serie coreana, vi è una serie filippina pure molto carina tratta dalla versione coreana. E' la storia di una ragazza scrittrice molto sfortunata.
  • Yamato Nadeshiko shichi henge: giapponese, parla di una ragazza introversa e insicura che si trova a vivere con un gruppo di ragazzi carini e si dimostrerà essere bellissima.
  • Devil Beside me: drama taiwanese con il mio attore taiwanese preferito Mike He.
  • Why Why love: taiwanese sempre con Mike He che fa sempre la parte del bello tenebroso.
  • Hi my sweet heart: taiwanese divertente e commovente, nello stesso tempo.
  • Heartstring: drama coreano musicale.
  • My princess: coreana, molto carina.
  • Secret Garden: coreana. La storia di una stantman che lavora nei film d'azione coreani, della quale si innamora un ragazzo ricco e viziato.
  • Tatta Hitotsu no Koi: giapponese. In questo caso parla di un ragazzo povero e umile che si innamora di una giovane e ricca ragazza tranquilla e posata che devono affrontare un destino avverso a causa delle sue condizioni di salute precarie. Molto carino.
  • Koizora: giapponese, bellissimo ma nello stesso tempo molto triste.
  • That love comes: taiwanese, parla di un fotografo ricco e affermato e la commessa di un supermercato.
  • Marry me, Mary: coreana
  • Fated to love you: giapponese. E' un po' trash però è divertente e carina.
  • Lovely complex: giapponese, film. Preferisco il manga, gli attori sono scelti proprio male, tranne il protagonista maschile Otani.
  • Romantic Princess: Taiwanese, abbastanza godibile.
  • Spring Walz: coreana. Drammatico ma con lieto fine.
  • Nobuta wo produce: giapponese. Finale deludente ma molto interessante. Parla di una ragazza molto introversa.
  • Love keeps going:taiwanese, l'ho trovata un po' troppo angosciante.
  • Love Buffet: taiwanese non mi è piaciuta molto, finale deludente.
  • Mars: taiwanese. Troppo angosciante, l'ho interrotto.
  • Big: trama troppo assurda di cambio di personalità,non reversibile, soprattutto per questo non mi è piaciuta.

Mafalda, un mondo a strisce

Salve a tutti, 
oggi vorrei parlarvi di un fumetto che mi sta molto a cuore: Mafalda, il fumetto a strisce creato dalla penna di Quino, il famoso fumettista argentino, nel lontano 1964, che rappresenta l'emblema degli anni '60 ma che desta ancora oggi un accentuato interesse nei lettori di tutto il mondo. Fino a poco tempo fa non conoscevo bene questo fumetto, l'ho "scoperto" in occasione della mia tesi di laurea. Essendo appassionata di fumetti, ho voluto fare la tesi su questo argomento, e siccome cercavo un fumetto in spagnolo, dopo varie ricerche mi sono imbattuta in Mafalda, e sono rimasta impressionata da questa impertinente bambina di 6-7 anni, dai dubbi di un'adulta. Così ho comprato tutti gli "albi" e ho compiuto un vero e proprio viaggio negli anni '60, gli anni del grande boom economico, della contestazione giovanile, gli anni delle grandi sconfitte della libertà, come la costruzione del muro di Berlino nel '61,  assassinio di  Kennedy e Martin Luther King, promotori dei principi democratici e anti-razzisti la guerra in Vietnam, la guerra fredda e così via, scoprendo che non proprio tutto è cambiato: gli individui sono afflitti dai medesimi dubbi, le medesime preoccupazioni nonostante il contesto sia profondamente mutato.

Nonostante l'apparente semplicità dei disegni, Mafalda è un fumetto satirico-umoristico che compie una disamina della realtà degli anni '60 e del mondo contemporaneo in generale, valida ancora oggi. Non è un fumetto per bambini come pensavo che fosse fino a qualche anno fa. Purtroppo qui in Italia si ha una concezione del fumetto come un prodotto essenzialmente per l'infanzia,  ma, come i lettori di fumetti sanno, non è così!
La cosa che più mi ha colpito è la metafora della SOPA, la zuppa che la madre di Mafalda Raquel propina di continuo alla figlia. La sopa l’acerrimo nemico della nostra Contestataria, così la definì Umberto Eco nella prima raccolta italiana del '69, considerata come la piaga dell’infanzia di ogni bambino, una brutta parola che nessuno dovrebbe mai pronunciare.
Nonostante la sua apparente mancanza di connotazione, la pietanza nasconde un accentuato substrato ideologico - politico, celato dal nostro autore, a causa della censura, da sempre imperante nel subcontinente americano.
La minestra di Mafalda è una metafora di tutto ciò che si vuole imporre con la forza, delle cose alle quali vuole costringerci il potere, di ciò che viene imposto a un bambino, a un cittadino, a un popolo, privandolo della propria libertà di scelta, il libero arbitrio, la caratteristica essenziale dell’essere umano.
Con questo piatto tanto odiato dai bambini, Quino vuole simboleggiare in particolare l’autoritarismo militare che l’America Latina ha dovuto sopportare per tanti anni, nel corso della sua tormentata storia. La privazione della libertà di parola, di pensiero e di orientamento sessuale e religioso rendono l’uomo annichilito, umiliato e schiacciato dalla stessa società in cui vive, che dovrebbe rappresentarlo, ma che invece lo priva della sua stessa essenza.Si può considerare la sopa come il fulcro dell’umorismo quiniano, l’allegoria che riunisce in sé l’essenza delle varie strisce di Mafalda che si scagliano proprio contro questo mondo corrotto e pieno di violenza, cattivo e insapore proprio come la minestra e che le dittature militari esprimono appieno.

"Non è che...confondi l'alimentazione con "alimentaggio"?"
Fa riferimento al libertinaggio (non sapevo come tradurlo) cioè abuso di libertà. In questa vignetta Mafalda crede che sua madre abusa del cibo e le da cibo tanto per darglielo, non per necessità.

- "Devi mangiarla. I bambini che non mangiano la minestra non crescono mai! ...e rimangono sempre bambini non diventeranno mai grandi!
- Che tranquillità ci sarebbe oggi se Marx non avesse mangiato la minestra!"
-"Che gusto ha? - Di polvere! Fa riferimento ai regimi dittatoriali che si impongono con la forza".
"...l'ho finita! Come ti sto educando male, mamma! come ti sto educando male!"
- "Che pranzo delizioso hai preparato mammina?
-Minestra
-Non si dicono parolacce a tavola!
- Minestra non è una parolaccia!
- Neppure le parolacce si dicono a tavola!"
"Le sembrerà triste Raquel, ma in momenti come questo "mamma" è solo un suo pseudonimo" 

"La minestra sta all'infanzia, come il comunismo sta alla democrazia"
La minestra che è considerata in questo caso alla stregua del comunismo che, nonostante professi l’egualitarismo come sua ideologia fondante, è stato protagonista di sanguinose dittature, susseguitesi nel corso della storia, prima fra tutte la dittatura comunista di Stalin che vide lo sviluppo dei cosiddetti gulag, dei veri e propri campi di concentramento e di sterminio, esattamente come i lager nazisti.







giovedì 28 febbraio 2013

London Calling


“Londra malinconica- a volte immagino che le anime perdute della gente siano costrette a vagare per le strade di questa città in modo perpetuo. Uno le sente passare accanto come un soffio d’aria”
William Butler Yeats


Dedico questo post alla città che più mi affascina e che adoro della vecchia Europa: London, una città dalle mille sfaccettature: ipertecnologica ma naturalistica: con i parchi enormi che si trovano al centro della città, tra i grattacieli della City; caotica come un formicaio in movimento ma ordinata nel suo   disordine. Solo chi è stato in questa splendida città può capire quello che sto dicendo.









La straordinaria invenzione di Hugo Cabret

E' un libro molto particolare che combina testo scritto e immagini, ma non si può definire un fumetto perché non vi sono i classici balloon e vi è la voce narrante che guida il lettore nelle parti scritte. Le immagini sono delle illustrazioni di fattura molto pregiata che occupano l'intera pagina e vi catapultano tra le strade di Parigi e all'interno degli stretti cunicoli della stazione. Sono le parole però che fungono da illustrazioni alle immagini, piuttosto che il contrario. Questo paradosso testimonia la grande bravura dell'autore, il quela attraverso le immagini mute esprime l'essenza dell'azione come se si trattasse di scene un vecchio film muto. E' una via di mezzo tra romanzo, cinema e graphic novel, un ibrido davvero molto particolare che vi stravolgerà.  Eccone un esempio:
Hugo che guarda dal numero 5 dell'orologio della famosa Stazione di Montparnasse di Parigi.

E' stato pubblicato da Brian Selznick nel 2007 e reso celebre dal film prodotto e diretto da Stanley Kubrick del 2011, vincitore di cinque premi Oscar e undici nominations. Nonostante sia composto da circa 512 pagine, si legge molto velocemente, io l'ho divorato in un solo giorno! 
E' un libro per ragazzi, ma può essere apprezzato dai lettori di tutte le età perché vi sono le più diverse tematiche: l'amicizia, la dedizione per il lavoro, l'amore, l'innocenza perduta dei bambini costretti a vivere in situazioni precarie, il senso di mistero, ecc.
La luna, le luci di una città, una stazione affollata, due occhi spaventati. Le immagini a carboncino scorrono come in un cinema di carta fino a inquadrare il volto di Hugo Cabret, l'orfano che vive nella stazione di Parigi e fa il guardiano degli orologi della stazione di Montparnasse e vive la sua vita in incognito, cercando di non farsi vedere mai da nessuno. Per sopravvivere è costretto a rubacchiare e sarà proprio questo suo atteggiamento che lo trascinerà in una strabiliante avventura. Nel suo nascondiglio segreto, Hugo coltiva il sogno di diventare un grande illusionista e di portare a termine una missione: riparare un automa prodigioso composto di meccanismi simili a quelli di un orologio, che il padre gli ha lasciato prima di morire, che avevano trovato nel museo nel quale il egli lavorava. Sorpreso a rubare nella bottega di un giocattolaio, Hugo si imbatterà in Isabelle, una ragazza che lo aiuterà a risolvere un affascinante mistero in cui identità segrete verranno svelate e...non vi anticipo nient'altro sulla trama perché vi rovinerei la sorpresa! Io ho iniziato a vedere il film , ed ero rimasta affascinata da questo misterioso bimbo e la creatura meccanica che gli faceva compagnia ho subito pensato che si trattasse di una storia alla Blade Runner o A.I, intelligenza artificiale, con i soliti automi che si trovano in conflitto con gli umani ma nello stesso tempo mantengono strascichi di umanità, ma non si tratta di nulla di tutto ciò...rimarrete davvero sorpresi e sicuramente imparerete qualcosa dalla vicenda del piccolo Hugo. E' un libro semplicemente meraviglioso e fuori dal comune, vi consiglio assolutamente di leggerlo... imparerete sicuramente qualcosa!





Quattro libri e un mondo


Joseph Fiennes in "Shakespeare in love" film del 1999 sulla vita del famoso drammaturgo.

Ciao a tutti ecco finalmente il primo post del mio blog, spero di non essere troppo noiosa, purtroppo non scrivo spesso e sicuramente sarà un po' impacciato il mio modo di scrivere. Inauguro questo mio nuovo blog parlandovi del famoso drammaturgo inglese William Shakespeare (1564-1616), uno dei padri della letteratura inglese, quale modo migliore per cominciare un blog sui libri?
Studio la letteratura inglese da decenni ormai, ma solo negli ultimi anni mi sono avvicinata al mondo del teatro Shakespeariano e ne sono rimasta davvero affascinata. Sentirne parlare è un discorso, ma leggere integramente le sue opere è davvero una meravigliosa esperienza, che un amante della lettura non può assolutamente lasciarsi sfuggire. Aprire un libro di Shakespeare è come catapultarsi in un mondo meraviglioso, popolato da grandi eroine, che per la prima volta divengono protagoniste di un'opera letteraria: Portia, Lady Macbeth, Giulietta, Desdemona... delle figure emblematiche che hanno il compito di risolvere le trame delle opere. L'innovazione di Shakespeare non è riscontrabile tanto nelle trame, nelle tematiche trattate, le quali spesso sono tratte dalla mitologia greca e latina (primo fra tutti il mito di Piramo e Tisbe al quale si richiama la sua opera più rappresentativa: Romeo and Juliet), dalla storia, e dalla fervida immaginazione dell'autore. Per tale ragione, spesso lo definisco, come il più grande "copione" della storia letteraria inglese, non lo dico in senso dispregiativo, perché sa "copiare" in modo sublime: riesce a rendere unico, con il suo linguaggio innovativo (fatto di metafore, neologismi, puns= parole che creano doppi sensi, assonanze e allitterazioni) e la sua poeticità, un tema già analizzato in passato, mettendo insieme miti, ambientazioni completamente diverse (Il mito di Piramo e Tisbe, ambientato nella Verona-Mantova del '500. Piuttosto, ciò che è davvero innovativo, è la trattazione dei personaggi, dotati di una profonda interiorità, analizzati in modo assolutamente moderno dall'autore. Il lettore si trova davanti alle visioni, ai ricordi, ai presentimenti dei personaggi, in particolare Macbeth che spesso comunica con il pubblico con i suoi numerosi "Aside" che sono pura interiorità. Fatta eccezione per alcune parole arcaiche e ricercate, sembra proprio di leggere un'opera contemporanea, ciò è dovuto anche all'immediatezza che solo il linguaggio teatrale riesce a trasmettere. 
Le opere di Shakespeare che ho avuto modo di leggere sono poche purtroppo, spero di recuperare presto questa mia mancanza:

1. Romeo and Juliet_ Tragedia_1594-96:
Nella bella Verona dove la scena è collocata, due famiglie di pari dignità piombano per rancori antichi in una nuova discordia che insozza le mani dei cittadini con il loro stesso sangue. Dai lombi fatali di questi nemici, trae vita una nuova coppia di sfortunati amanti, le cui sventure pietose con la morte, la faida dei loro genitori seppelliscono. 
[...] 
Amore è un fumo levato col fiato dei sospiri; purgato, è fuoco scintillante negli occhi degli amanti; turbato, un mare alimentato dalle loro lacrime. Che altro è esso? Una follia discreta quanto mai, fiele che strangola e dolcezza che sana. 
2. The Merchant of Venice_ Commedia_ 1596-97; la parte più bella è il monologo dell'ebreo usuraio Shylock:
Mi ha disprezzato e deriso un milione di volte; ha riso delle mie perdite, ha disprezzato i miei guadagni e deriso la mia nazione, reso freddi i miei amici, infuocato i miei nemici. E qual è il motivo? Sono un ebreo. Ma un ebreo non ha occhi? Un ebreo non ha mani, organi, misure, sensi, affetti, passioni, non mangia lo stesso cibo, non viene ferito con le stesse armi, non è soggetto agli stessi disastri, non guarisce allo stesso modo, non sente caldo o freddo nelle stesse estati e inverni allo stesso modo di un cristiano? Se ci ferite noi non sanguiniamo? Se ci solleticate, noi non ridiamo? Se ci avvelenate noi non moriamo? E se ci fate un torto, non ci vendicheremo? Se noi siamo come voi in tutto vi assomiglieremo anche in questo. Se un ebreo fa un torto ad un cristiano, qual è la sua umiltà? Vendetta. La cattiveria che tu mi insegni io la metterò in pratica; e sarà duro ma eseguirò meglio le vostre istruzioni.

3. Othello_ Tragedia_1604:
E' colpa della luna: si accosta alla terra più del giusto e fa impazzire la gente.

4. Macbeth_ Tragedia_1606:
Sarebbe dovuta morire prima o poi. Ci sarebbe dovuto essere un tempo per usare questa parola domani, domani, domani, si insinua a piccoli passi giorno per giorno fino all'ultima sillaba del tempo prescritto; e tutti i nostri ieri hanno rischiarato a stupidi la strada a una morte polverosa. Consumati, consumati, corta candela! La vita è un'ombra che cammina, un povero attore che si agita e pavoneggia la sua ora sul palco e poi non se ne sa più niente. È un racconto narrato da un idiota, pieno di suoni e furore, significante niente.